GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

«La violenza contro le donne purtroppo non ha smesso di essere un’emergenza pubblica. Sono 103 le vittime di femminicidio dall’inizio del 2021. Di queste 87 vittime sono state uccise in famiglia . Sessanta di loro hanno trovato la morte per mano di un partner (3% in più rispetto al 2020). Le notizie di violenze contro le donne occupano ancora troppo spesso le nostre cronache, anche degli ultimi giorni, offrendo l’immagine di una società dove il rispetto per la donna non fa parte dell’agire quotidiano delle persone, del linguaggio privato e pubblico, dei rapporti interpersonali.
La violenza di genere non si esprime solo con l’aggressione fisica, ma include le vessazioni psicologiche, i ricatti economici, le minacce, le varie forme di violenza sessuale, le persecuzioni e può sfociare finanche nel femminicidio. Diceva il Presidente Sergio Mattarella già nel 2020: “Alla base di tutte queste forme di violenza vi è l’idea dissennata e inaccettabile che il rapporto tra uomini e donne non debba essere basato su di un reciproco riconoscimento di parità.
In questo momento drammatico per il nostro Paese e per il mondo intero le donne sono state particolarmente colpite. La pandemia ha accresciuto il rischio di violenza che spesso ha luogo proprio tra le mura domestiche: si è purtroppo assistito, durante il periodo di lockdown, ad un drammatico aumento della violenza contro le donne che vede tragicamente, a volte, coinvolti anche minori”.
Le istituzioni del nostro territorio, hanno raccolto il grido di allarme lanciato dalle stesse donne anche attraverso il prezioso lavoro delle associazioni che ormai da anni sono impegnate per estirpare quella che è, ancora in troppe situazioni, una radicata concezione tesa a disconoscere la libertà delle donne e la loro capacità di affermazione. Per questo resta fondamentale, per le donne che si sentono minacciate, rivolgersi a chi può offrire un supporto e prevenire la degenerazione della convivenza in violenza. Nel nostro territorio esiste una rete composta dall’Associazione Orecchio di Venere, dal Servizio Sociale, dalla Polizia Municipale e dalle Forze dell’Ordine che sono impegnate in prima fila nella tutela delle donne maltrattate e dei loro figli.

A queste donne ci sentiamo di rivolgerci dicendo loro che non sono sole, che possono trovare aiuti concreti in persone formate e competenti che sapranno accompagnarle in un percorso di rinascita personale e familiare.

Alle donne ci sentiamo di rivolgere un appello dicendo loro: non abbiate paura dalle situazioni di violenza si può uscire.

Per questo non esitate a contattare i Servizi e l’Associazione e lasciatevi guidare dalla loro esperienza.

Lascio a loro la parola anche per descrivere la preziosa iniziativa a cui fin da subito chiediamo a tutte le cittadine e i cittadini di partecipare dimostrando ancora una volta che siano in tanti a credere che l’amore non è MAI VIOLENZA E COSTRIZIONE.